Giovani, ambiente, sviluppo …


Finalmente siamo arrivati alla fine di una campagna elettorale che da italiano spero di dimenticare, visti i temi non politici trattati e la delusione vera di aver visto mortificato l’elettore, che in una percentuale alta, forse per protesta, forse per esasperazione, soprattutto al Sud, si è astenuto dal votare.
Delusione ancor più grande e cocente per aver visto il Meridione nuovamente mortificato dalla perdita di tre seggi e quindi da tre suoi rappresentanti in Europa.
Dato ancor più terribile poiché unito al fatto che la politica “gossippara” degli ultimi tempi ha prodotto una disaffezione totale all’ unico vero strumento che i cittadini e l’ Italia hanno per affrontare e risolvere la crisi, ossia l’Europa, che si rinnova sotto auspici quanto meno preoccupanti, fatti di nuovi nazionalismi euroscettici, di nuovi e pericolosi razzismi, unitamente alla consapevolezza che i cittadini d’Europa, forse ancora non esistono.
Per parafrase il Conte Camillo Benso di Cavour, fatta l’Europa, evidentemente ora bisogna fare gli Europei.
Quindi, armandoci ancora una volta di Anima e Coraggio, ora si spera e ci si adopera affinché ritorni finalmente di “moda” una politica fatta di progetti, riforme e non solo di annunci ; magari più sobria e attenta ai bisogni veri, al futuro incerto e alla richiesta di sicurezza “sociale”, che in tempi di gravissima crisi come quelli attuali deve essere, anche velocemente, evasa dalle amministrazioni locali, provinciali, regionali e governative. E anche in questo l’ opportunità dell’ Europa gioca in maniera decisiva, sia nella risoluzione della crisi, con la capacità di regolare non solo il flusso monetario, ma il mercato, sia con l’ opportunità (purtroppo ultima per noi disponibili) di sciogliere la questione Meridionale e trasformare l’ Italia del Sud nella nuova Piattaforma Europea di traffico culturale ed economico verso i paesi arabi e africani, che non è da escludere potrebbero diventare i prossimi nuovi europei (si pensi alla Turchia).
Per fare questo, noi imprenditori, che abbiamo il compito di generare sviluppo e benessere sociale tramite le nostre attività, abbiamo una proposta, una richiesta da fare ai nuovi rappresentanti d’Europa e ai nuovi e vecchi amministratori locali: creare, utilizzando lì dove necessario o possibile le associazioni datoriali e non, canali diretti senza intermediari di sorta, che consentano in maniera anche concorrenziale di promuovere i progetti e le attività finanziabili, evitando così sprechi, mancati utilizzi, lentezze burocratiche, clientelismi di sorta e quanto altro. Chiediamo di dare più voce e importanza ai singoli Meriti, alle buone Idee, anche quando sono partorite dall’iniziativa privata, promuovendo soprattutto chi non si è mai astenuto nello svolgere al meglio il proprio compito nel proprio ruolo: le Pmi. Riavvicinare l’ Europa ai cittadini è un atto dovuto che può avvenire solo creando percorsi senza ostacoli tra gli attori territoriali e Bruxelles. Come imprese ci auguriamo che i neo rappresentanti del Mezzogiorno si facciano portatori e promotori di questa richiesta e di questo principio, che probabilmente segnerà veramente la svolta nei rapporti e nel futuro della comunità europea, trasformandola finalmente, ci auguriamo, da Unione economico– monetaria a Unione Politica di Popoli.

http://www.denaro.it/VisArticolo.aspx?IdArt=568096&KeyW=BRUSCINO

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